Emergenza coronavirus

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In questo periodo di emergenza la Cooperativa sta lavorando con grande impegno per garantire i servizi, sia quelli che hanno subito limitazioni che quelli residenziali sociosanitari che in questo momento richiedono maggiori risorse.

La Cooperativa ha tempestivamente implementato una piattaforma per lo smartworking che consente l’archiviazione e condivisione dei documenti e la gestione delle riunioni in remoto.

L’ufficio lavora a ritmo continuo, dal mattino fino a tarda sera, sia in sede che da casa. Noi ci siamo!

Di seguito vi riportiamo la situazione nei vari servizi raccontata dai  responsabili.

Centro Servizi per la Famiglia – Rosanna Cantore

A fronte dell’emergenza Covid-19 abbiamo riprogrammato le attività con il Comune di Genova, per incontrare i bisogni delle famiglie senza snaturare i servizi esistenti.

Gli operatori hanno creato attività educative e ricreative telematiche utilizzando vari strumenti e se occorre si sono resi disponibili a recapitare materiali scolastici al domicilio dei nostri ragazzi.

I contatti sono quotidiani e si organizzano momenti di gruppo (gruppi whatsapp), e attività individuali dedicate al sostegno scolastico, ai colloqui e alle famiglie.

La produzione di video (quasi sempre divertenti) è uno strumento eccezionale per insegnare la tecnologia, stimolare il gioco in famiglia e mantenere la dimensione ludica propria delle attività di gruppo (vedi pagina facebook).

Grazie alla disponibilità delle scuole del territorio creiamo connessioni con le famiglie che hanno maggiori difficoltà.

Come ci insegna il lavoro sociale, nei momenti di crisi è possibile scoprire e nuove potenzialità, ampliare i confini,  e in questa occasione i nostri educatori hanno sviluppato una nuova modalità di relazione che ha generato una dimensione di “intimità” capace di andare oltre la distanza fisica, permettendo alle persone di trovare un nuovo modo per essere vicini.

Servizi educativi Bassa Val Bisagno – Emanuela Serra

I servizi di affidi educativi, incontri protetti, educativa di strada Lamboglia e centro di aggregazione Arcobaleno sono pienamente attivi. Gli interventi si fanno tutti via videochiamate. Questo periodo incredibile ci sta dando l’opportunità di sperimentare nuovi mezzi di interazione anche grazie al grande impegno di tutti gli operatori.

Servizi residenziali Simona Masnata

I servizi residenziali proseguono con la consueta professionalità e se possiamo potenziamo l’offerta per contrastare l’ansia e il sentimento di abbandono che provano i nostri utenti, e anche i nostri operatori.

Servizi genitore-bambino – Piero Calbucci

La prima settimana di emergenza è stata affrontata gestendo i servizi alla luce della nuova situazione, che ha comportato anche far fronte alla preoccupazione delle ospiti. Il gruppo di lavoro si è adattato rapidamente, e con grande disponibilità, ad una modalità di comunicazione in remoto per la gestione riunioni. 

Nelle Comunità si è cercato di promuovere attività ed iniziative con le ospiti in modo da supportare una positiva gestione del tempo e superare la traumatica restrizione delle libertà personali. Come coordinamento della Rete Genitore Bambino e Sunrise siamo rapidamente passati alla modalità di riunione via videoconferenza intensificando le riunioni che ad oggi si svolgono settimanalmente. 

Caso a parte la situazione del SEA (servizi educativo adulti). Alla fine, dopo un’iniziale proposta della Committenza di trasformare tutte le attività in interventi domiciliari, la Committenza ha accolto la contro proposta di utilizzare il lavoro da remoto con l’utenza. 

I progetti Coinvolgere e Cometa sono stati sospesi perchè impossibili da realizzare se non in presenza. 

Sp.In. – Sportello per l’inclusione sociale degli ex detenuti – Livia Botto

In questi giorni lo SPIN si sta mobilitando per trasformare i colloqui in presenza ad gli interventi “da remoto”. Abbiamo rifatto totalmente il sito web creando delle sezioni di notizie ed approfondimento per cercare di fornire un ulteriore supporto agli utenti. 

Contemporaneamente abbiamo fatto una “politica attiva”, chiamando le persone con cui abbiamo o abbiamo avuto una relazione, che hanno dimostrato gratitudine nel sentirsi “pensate” in questo difficile momento. 

Sebbene non si possano attivare percorsi di inserimento lavorativo o altri interventi “tangibili”, sappiamo che essere vicini ad una persona, anche con un colloquio telefonico, dà quella carica motivazionale che talvolta risulta più efficace della risposta “pratica”. 

Sperimentiamo quindi nuovi modi di stare vicini alle persone seguite, chiamandole, dimostrando loro interesse verso la loro condizione e condividere una paura che ci sta mettendo tutti sullo stesso piano. Volontari ed operatori sono chiamati ad attivarsi molto più che in tempi “normali”, approfittando di un periodo difficile che, comunque, ci insegnerà molto.

Servizi penali – Mauro Candela

Attualmente presso la C.C. di Marassi sono sospese tutte le attività non essenziali. Sono attivi nostri servizi sociosanitari: la sezione a custodia attenuata per detenuti tossicodipendenti, le attività presso il Centro Clinico Regionale e il servizio nuovi giunti. Ci atteniamo a tutte le prescrizioni di sicurezza e manteniamo un costante rapporto con la Direzione del carcere, la Direzione Sanitaria, il Ser.T  e la Polizia Penitenziaria. Abbiamo sospeso le attività di gruppo e privilegiamo i colloqui individuali. 

I primi giorni di emergenza, si respirava forte tensione nei detenuti, ora prevale un forte senso di spaesamento. Auspichiamo che le misure riescano a prevenire contagi che sarebbero difficili da gestire.

Servizi migranti – Teresa Marcelli

Il lavoro degli operatori impegnati in questo settore ha richiesto gli accorgimenti e gli aggiustamenti necessari a seguito dei numerosi decreti governativi. Abbiamo razionalizzato i turni giornalieri cercando di ridurre il numero degli operatori e dei passaggi nei diversi alloggi e contemporaneamente incrementato i contatti telefonici con ogni singolo ospite; abbiamo intensificato le pulizie e la sanificazione degli spazi anche attraverso il coinvolgimento attivo degli ospiti per aumentare la consapevolezza della pericolosità del contagio.

La necessità di informare adeguatamente tutti i nostri ospiti in relazione alle prescrizioni comportamentali da adottare ha richiesto numerosi colloqui e spiegazioni nonché la diffusione di materiale informativo nelle diverse lingue che è stato distribuito individualmente ed appeso in ogni alloggio. Complessivamente registriamo una buona adesione a quanto prescritto negli ultimi decreti con alcuni comportamenti che si polarizzano tra chi ha manifestato maggiori difficoltà a comprendere la necessità di restare a casa e chi  percepisce come pericolosa la presenza degli operatori negli alloggi.

Le nostre strutture di accoglienza per migranti ospitano richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale: uomini, donne, famiglie e minori non accompagnati tutti accomunati da storie di viaggi pericolosi, fughe da paesi in guerra, violenze indiscriminate, persecuzioni, carestie e cataclismi che li hanno costretti a fuggire dal proprio paese. Per alcuni questa situazione di emergenza riverbera paure risvegliando stati di malessere psicofisico con la necessità di una maggiore presenza da parte degli operatori per ascoltare e contenere gli stati d’ansia e paura. 

Le giornate di permanenza forzata in casa generano una diffusa frustrazione tra gli ospiti che hanno visto improvvisamente interrompersi i percorsi formativi e di inserimento lavorativo. A tale scopo gli operatori stanno cercando occasioni di formazione e di insegnamento della lingua, anche in forma telematica, per impegnare proficuamente il tempo dell’accoglienza. 

La prolungata convivenza quotidiana col passare del tempo può sfociare in litigi per futili motivi che richiedono l’intervento degli operatori per evitare che degenerino. Allo stesso tempo però si assiste anche ad un rafforzamento delle relazioni di gruppo e si incrementano le occasioni di condivisione dei pasti e delle attività ricreative.

Questo momento così difficile ci sta regalando anche piccole gocce di bellezza: il disegno della bambina siriana, sfuggita ad una guerra senza fine, in cui ci dice che “andrà tutto bene” e ci esorta dicendoci “ce la faremo tutti insieme, rialzati Italia” e piccole gocce di saggezza da un giovane ospite della Costa d’Avorio che in un messaggio in cui mi chiedeva se stavo bene e se avevo paura mi suggeriva di lavarmi le mani con l’acqua calda e poi di mangiare più aglio perché così il contagio passava velocemente!

Photo by Adam Nieścioruk on Unsplash

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